RIPASSIAMO L'ITALIANO - GUIDA PRATICA ALLA GRAMMATICA ITALIANA

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IL PERIODO



Il periodo è l'espressione di un pensiero compiuto. Può essere costituito da una sola proposizione (anche di una sola parola) o da più proposizioni (?) strettamente legate tra loro in modo da formare un insieme organico di senso compiuto.
Ogni periodo termina con un punto (punto fermo, punto esclamativo o punto interrogativo) (?); ma può anche terminare con il punto e virgola, quando però il pensiero sia già stato espresso compiutamente.
Il periodo formato da una sola proposizione (o da una parola) si chiama semplice: ad esempio, Non esco. - Attenti! - Aiuto!
Generalmente per periodo si intende una composizione di più proposizioni: ad esempio, "Era sola e tranquilla; nulla le mancava; aveva intorno a sé il suo vasto patrimonio custodito da un servo fidato e d'animo semplice qual era suo padre" (G. Deledda).
Questo periodo è formato da cinque proposizioni: le prime tre coordinate per asindeto, cioè senza alcuna congiunzione, ma per mezzo del punto e virgola. La quarta proposizione è una subordinata, relativa implicita, e l'ultima una subordinata, comparativa esplicita.

Ecco una rappresentazione grafica del brano:

Era sola e tranquilla;

nulla le mancava;

aveva intorno a sé il suo vasto patrimonio

(che era) custodito da un servo fidato e d'animo semplice

qual era suo padre.


In un periodo vi sono tante proposizioni quanti sono i verbi di modo finito (?) espressi o sottintesi, o anche di modo indefinito, purché si possano ridurre a modo finito.
Nel brano sopra riportato le proposizioni sono cinque, perché cinque sono i verbi: quattro di modo finito e un participio passato (custodito) (?) riducibile a modo finito (che era custodito).
Invece: esclamazioni, insegne, iscrizioni, titoli, ecc. costituiscono da soli degli enunciati, delle proposizioni (?). Non si tratta di frasi col verbo sottinteso, perché queste espressioni sono nate spontaneamente, slegate da qualunque verbo (?): ad esempio, Attenzione!; Aiuto!; Locanda; Macelleria; La crisi; Banche, vigilanza europea; Soldi pubblici per l'aeroporto, ecc.

Osserviamo ora il seguente periodo:
Il conduttore tirò il campanello, chiamò il padre guardiano; questo venne subito e ricevette la lettera sulla soglia.
Qui le proposizioni sono quattro, essendo quattro i verbi (tirò, chiamò, venne, ricevette), tutti di modo finito ed espressi. Le prime tre proposizioni sono coordinate per asindeto (?), mentre l'ultima è legata mediante la congiunzione (?) "e".

Per quanto riguarda i verbi di modo indefinito (?), occorre osservare se siano o no riducibili a modo finito. In genere sono tutti riducibili, tranne gli infiniti (?) usati come nomi, o i participi presenti (?) e passati usati come aggettivi o come nomi: ad esempio, I viventi sono a carico del capofamiglia. Gli scolari troppo lodati insuperbiscono. Il lavorare stanca.
In questi tre esempi il participio presente viventi, l'infinito presente lavorare e il participio passato lodati sono usati rispettivamente come nomi e aggettivo; quindi non sono riducibili a modo finito, per cui ognuno dei tre periodi è formato da una sola proposizione.
Se invece scrivo "Fu punito per aver tradito la patria; Partito da Milano, mandò un biglietto ai suoi familiari", l'infinito passato aver tradito e il participio passato partito sono riducibili a modo finito: Fu punito perché aveva tradito la patria; Dopo che partì da Milano, mandò un biglietto ai suoi familiari. Dunque, ognuno dei due periodi è formato da due proposizioni.

Le proposizioni che hanno il verbo al modo finito (?) si chiamano esplicite; quelle che hanno il verbo al modo indefinito (?) (infinito presente e passato, participio presente e passato, gerundio presente e passato) riducibile a modo finito si dicono implicite.



LA COORDINAZIONE ( PARATASSI )



In ogni periodo c'è una proposizione principale (?) (indipendente, reggente o subordinante) che sta a fondamento di tutto il periodo e che non dipende da nessun'altra, dalla quale - anzi - tutte le altre dipendono. Essa può stare pure da sola, mentre le altre da sole non si reggerebbero e non avrebbero un senso compiuto. Le proposizioni che dipendono dalla principale si chiamano subordinate, secondarie o dipendenti (?).

L'unione di due o più proposizioni della stessa natura (o tutte principali o tutte secondarie della stessa specie) è detta coordinazione. Le proposizioni coordinate, naturalmente, si distinguono in coordinate alla principale o coordinate alla subordinata.
Di solito la coordinazione è espressa per mezzo di congiunzioni (coordinative).

Vediamo alcuni esempi:

a) Chi lavora e chi studia: queste sono due proposizioni principali coordinate dalla congiunzione (?) e;

b) Mi dissero che avevi dato gli esami e che eri stato promosso. Qui abbiamo una proposizione principale: Mi dissero; e due secondarie, entrambe oggettive (?), dello stesso grado e fra loro coordinate: che avevi dato gli esami e che eri stato promosso.
Si potrebbe trascriverla così:

mi dissero = proposizione principale
che avevi dato gli esami = proposizione secondaria
e che eri stato promosso = coordinata alla secondaria


Nota: Le congiunzioni coordinative (?) possono unire anche elementi che appartengono alla stessa proposizione: ad esempio, Maestro e alunni sono andati in gita scolastica.


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Più proposizioni collegate fra loro per coordinazione formano un periodo composto.

Nota: Le proposizioni incidentali o parentetiche incluse nel periodo tra due virgole, tra due lineette o tra parentesi, non hanno alcun legame grammaticale o sintattico con le altre proposizioni, tanto che si possono anche togliere senza che il significato di tutto il periodo subisca un'alterazione. Esse servono, per lo più, per un chiarimento, una interrogazione e così via.
Esempi: Benché fosse tardi (era già passata la mezzanotte) volle cominciare un'altra partita. Carlomagno - tutti lo sanno - fu un grande imperatore. Egli fece, che so io?, come il cane che vuol mordersi la coda.



LA SUBORDINAZIONE ( IPOTASSI )



La subordinazione è il rapporto che lega, in un periodo, la proposizione reggente (?) con una dipendente (?), detta appunto subordinata o anche secondaria. Possono avere funzione di reggente sia le proposizioni principali che quelle secondarie.

Esempi:

1) Non esco (proposizione reggente) perché piove (proposizione subordinata).

2) I nemici fuggirono perché furono presi dal panico e per non essere distrutti interamente; questa frase può essere analizzata così:

I nemici fuggirono = prop. principale
perché furono presi dal panico = prop. subordinata
e per non essere distrutti interamente = subordinata coordinata alla precedente


3) Il sole sorgeva e già illuminava la pianura, mentre la rugiada scintillava sulle foglie dei pioppi che palpitavano ad una lieve brezza.

Facciamone l'analisi:

Il sole sorgeva = prop. principale
e già illuminava la pianura = prop. coordinata
mentre la rugiada scintillava sulle foglie dei pioppi = subordinata e reggente della seguente subordinata
che palpitavano ad una lieve brezza = prop. subordinata


Le proposizioni subordinate (?) possono, a loro volta, avere delle subordinate che dipendono da esse. Esistono dunque vari gradi di subordinazione: la subordinata che dipende direttamente dalla principale (?) è subordinata di primo grado; la secondaria che dipende dalla subordinata di primo grado è subordinata di secondo grado; la subordinata che dipende dalla subordinata di secondo grado è subordinata di terzo grado, e così via.


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Più proposizioni collegate fra loro per subordinazione formano un periodo complesso. I modi ed i tempi delle proposizioni internamente subordinate dipendono da quelli della reggente.



LA COSTRUZIONE DEL PERIODO



Anche nel periodo, come nella proposizione, si può avere:
  • la costruzione diretta, quando si dispongono prima la proposizione principale e poi le varie subordinate, secondo il grado della loro subordinazione;
  • la costruzione inversa, quando le varie proposizioni sono disposte in un ordine diverso da quello della costruzione diretta, per dare maggiore o minore evidenza all'una piuttosto che all'altra. Questo tipo di costruzione si verifica assai spesso.


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