Fausto Carapucci

nota biografica

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Fausto Carapucci nasce nel 1931, quarto di 7 figli (4 maschi e 3 femmine), a Corropoli in provincia di Teramo. Il padre è fornaio; la madre ha una piccola bottega di generi alimentari.

Da bambino, in piena era fascista, si rifiuta di indossare la divisa dei Balilla, così come il padre Enrico non si infilerà mai la camicia nera, dimostrando la stessa avversione ai partigiani comunisti della zona, coraggiosi soltanto quando gli occupanti tedeschi erano ben lontani. Costretto a emigrare negli Stati Uniti per sfamare la famiglia, il genitore non pagherà il pizzo alla Mano Nera nonostante brutali minacce.

Durante la seconda guerra mondiale, Fausto prende il diploma di scuola media da privatista, grazie alle lezioni gratuite di un sacerdote. Desiderando di continuare gli studi perché la cultura è l'unica arma di cui dispone per ottenere una vita migliore, si trasferisce a Nettuno, dove lavorano i due fratelli maggiori che gli offrono vitto e alloggio. Si iscrive a un istituto magistrale di Roma, che frequenta alzandosi all'alba e tornando al tramonto su un treno merci. Sono anni duri, ma ha la fortuna di avere ottimi insegnanti, fra i quali un gesuita che parla correntemente in latino. Appassionato di matematica, il sogno irrealizzabile del giovane abruzzese è quello di iscriversi a Fisica.

Subito dopo il diploma, torna in paese perché il suo stipendio è indispensabile per mantenere i genitori e le sorelle che non hanno lavoro. Entra in Comune come impiegato e con gli spiccioli che risparmia inizia ad acquistare libri, consolidando la sua cultura umanistica. Si prepara da solo al concorso regionale da segretario comunale, che vince classificandosi secondo su centinaia di candidati, in gran parte laureati in Legge.

Al Comune di Corropoli consente di recuperare notevoli somme con le spese di spedalità, vincendo tutti i ricorsi intentati dalle controparti. Pur avendo pieno diritto ad ottenere una percentuale delle stesse somme (una sorta di premio di produzione), la giunta locale gliele nega spesso. Agli occhi degli amministratori, il suo difetto è quello di non avallare atti non conformi alla legge ma utili per ingraziarsi qualche potente. Sono gli anni in cui in Abruzzo la Democrazia Cristiana spadroneggia e pretende obbedienza.

Dopo l'ennesimo scontro, Fausto Carapucci decide di tentare il concorso per essere assunto in un altro Comune. Supera le prove a pieni voti, ma la Dc provinciale vuole che l'incarico venga assegnato ad un suo pupillo, anche se meno competente. Interviene il vice Prefetto in persona, membro della commissione esaminatrice, e impone che la carica venga assunta dal più meritevole. Quindi, Fausto si stabilisce sulla costa assieme ad Albertina, sposata il 6 ottobre 1960, il suo unico amore con cui raggiungerà il traguardo delle nozze d'oro.

Pur essendosi iscritto giovanissimo all'Azione cattolica e poi alla Democrazia Cristiana, questo stesso partito continua ad ostacolarlo sollecitando atti e procedure volti a ingrassare clientele aggirando le leggi. Nauseato dalla politica sempre più lontana dagli esempi di De Gasperi e La Pira, strappa la tessera Dc, oramai incompatibile con i suoi ideali e con il suo rigore morale.

Dopo aver aiutato la moglie a prepararsi per il concorso magistrale - vinto da Albertina con il massimo dei voti - decide di seguirla intraprendendo la strada dell'insegnamento. Entra subito in ruolo e abbandona la burocrazia, pur continuando a coltivare gli studi di Diritto, quello amministrativo in particolare. La sua libreria comincia a infittirsi con decine di libri di pedagogia, psicologia infantile, didattica.

Nei primi anni Settanta, viene a conoscenza dei nuovi metodi di insegnamento praticati negli Stati Uniti e nei più progrediti Paese europei. Studia lo Strutturalismo integrato negli insegnamenti scolastici primari, legge i libri di Piaget e dei più importanti pedagoghi, approfondisce l'Insiemistica per un approccio più intuitivo all'aritmetica. Fra i primi in Italia, elabora sperimentazioni didattiche che mirano a fornire agli alunni gli strumenti per esprimersi al meglio e per servirsi della matematica seguendo la logica e non la memoria. Conduce la sua piccola battaglia contro il nozionismo, tentando di sviluppare nei ragazzi lo spirito critico.

I suoi studi e i metodi di insegnamento suscitano l'interesse e l'apprezzamento del Provveditore agli Studi e dell'Ispettore scolastico, che spesso si recano nelle sue classi per assistere alle lezioni, assieme a gruppi di docenti. Per la sua attività in campo pedagogico, Fausto Carapucci ottiene un encomio solenne dal Ministero della Pubblica Istruzione. Viene chiamato a tenere conferenze e corsi per i colleghi; i testi delle sue sperimentazioni linguistiche e matematiche vengono sempre più richiesti, tanto da indurlo a imparare a usare il ciclostile per farne più copie. Sono anni di soddisfazione e di fervore culturale, durante i quali intrattiene rapporti epistolari con professori universitari.

Gli amici, che si rivolgono a lui per approfondire gli argomenti delle prove, lo spronano più volte ad affrontare con loro il concorso da direttore didattico, certi che non avrebbe avuto difficoltà a superarlo. Fausto ritiene che la sua vocazione sia quella di educatore e non quella di dirigente. Ogni volta risponde di no.

Giunto alla pensione per limiti di età, continua a consultare i suoi libri, anche se il suo attivismo e la curiosità intellettuale restano inappagati. Nel 1995 scopre la rivoluzione di Internet. Inizia a usare il computer, a connettersi con i primi siti informativi italiani, con le biblioteche, fino a quando non decide di produrre qualcosa di concreto sfruttando la sua esperienza di insegnante.

Da solo, cambiando un carattere alla volta e osservando i risultati, prendendo appunti su una vecchia agenda, riesce a imparare il linguaggio html. Nel vedere la sua prima paginetta in linea, consultabile dall'altra parte del mondo, riacquista l'entusiasmo degli anni lavorativi più sereni. Nascono così la guida pratica alla grammatica italiana di Dossier.Net, le schede sulla mitologia classica e altri elaborati che bandiscono la noia dalla sua terza età. La diffusione dell'iPad lo sgrava dalla "fatica" di recarsi ogni giorno in edicola per acquistare i suoi quotidiani preferiti.

A 80 anni, accendere il computer significa per lui l'inizio di una giornata di lavoro, soddisfazione, informazione, apprendimento.

Nota biografica scritta dal figlio Giuseppe.