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#21
Vocabolario e modi di dire / Paventare una eventualità posi...
Ultimo messaggio di Giuseppe - 19 Dicembre 2023, ore 12:20:06
"L'assessore ha paventato un successo turistico senza precedenti."

A molti questa frase sembrerà una sciocchezza, un gioco, una esagerazione. In base alla mia esperienza, essa non è estranea al linguaggio comune, né a titoli e articoli di varie testate.

Nell'esempio citato, il verbo "paventare" viene usato dandogli un senso opposto a quello corretto; eppure, frasi del genere sono abbastanza diffuse.

Anche stavolta, come nel caso del verbo "rischiare", è bene leggere quanto scritto nel Vocabolario Treccani.

"v. intr. e tr. [lat. *paventare, der. di pavens -entis, part. pres. di pavere «temere, aver paura»] (io pavènto, ecc.; aus. avere). – 1. letter. a. Aver paura, sentirsi intimorito: come verrò, se tu paventi Che suoli al mio dubbiare esser conforto? (Dante); in unione con un complemento (analogam. a temere): Ma 'l cervio par del veltro paventare (Poliziano). b. Per estens., raro, sospettare, dubitare: ardireste voi p., ch'io frequentassi con passione mia cognata? (Goldoni). c. Come trans., indicando la cosa che si teme: Non come soglio il folgorar pavento (Petrarca), non ho, come son solito avere, timore dei fulmini; s'altri è sì procace Ch'osi rider di te, costui paventi L'augusta maestà del tuo cospetto (Parini); paventò la morte Chi la vita abborria (Leopardi). 2. pop., region. Adombrarsi, detto degli animali."

"Paventare" significa "temere".

Sempre in base alla mia limitata esperienza, questo verbo viene usato - in modo erroneo - al posto di "ventilare", "annunciare", "anticipare", "auspicare".

In proposito, si suggerisce al lettura di un interessante e davvero piacevole articolo di Stefano Bartezzaghi, pubblicato sulla testata online "Il Post" il 2 dicembre 2016, con il titolo ""Cosa vuol dire paventare".

L'autore, giornalista e scrittore, figlio dell'enigmista Piero e fratello di Alessandro, direttore de "La settimana enigmistica", tratta del cambiamento di significato del verbo, che sta scivolando verso "minacciare", "prospettare".
#22
Vocabolario e modi di dire / Rischiare di vincere la partit...
Ultimo messaggio di Giuseppe - 19 Dicembre 2023, ore 11:31:46
"Ieri sera abbiamo rischiato di vincere la partita."

Capita sempre più spesso di leggere frasi come questa soprastante, in cui il verbo "rischiare" è collegato a un evento positivo, lieto, fortunato, che non va temuto ma di cui ci si dovrebbe rallegrare.

Per capire meglio quanto sia sbagliato usare in tale modo il verbo "rischiare", è utile leggere la definizione della parola "rischio" nel Vocabolario Treccani (online):

"rìschio (ant. risco) s. m. [der. di rischiare]. – 1. a. Eventualità di subire un danno connessa a circostanze più o meno prevedibili (è quindi più tenue e meno certo che pericolo): la strada è ghiacciata e c'è il r. di scivolare; provare non è poi un gran r., non comporta gravi r.; correre il r. di ..., rischiare (per colpa tua abbiamo corso il r. di perdere il treno); r. calcolato, messo in conto, nelle previsioni; mettere, porre a r. la propria reputazione, la vita, una persona cara; col verbo al rifl., mettersi, esporsi al r. di ...; ant., andare, venire a r.: boschi inospiti e selvaggi, Onde vanno a gran r. uomini e arme (Petrarca). Frequente la locuz. a rischio di (meno com. col r. di), rischiando di, anche a costo di: è voluto salire sul tetto a r. di rompersi l'osso del collo. b. Senza alcuna reggenza o con reggenza sostantivale si avvicina al sign. di pericolo: affrontare il r. di un licenziamento; r. di morte, r. della vita; Nasce l'uomo a fatica, Ed è r. di morte il nascimento (Leopardi)."

Quindi, come evitare di commettere questo errore?
Come dire in modo corretto che si è stati sul punto di ottenere una vittoria o un risultato gratificante?

Queste le sono alternative che mi vengono in mente; ovviamente non è detto che siano tutte quelle possibili e, soprattutto, non è affatto scontato che siano le migliori. Pertanto, mi permetto di invitare i lettori a suggerirne altre.


FRASE DA CORREGGERE:
"Ieri sera abbiamo rischiato di vincere la partita."


ALTERNATIVE CORRETTE (tentando di rispettare la lunghezza della frese):

"Ieri sera stavamo per vincere la partita."
"Ieri sera stavamo quasi per vincere la partita." (Per allungare un po' la frase).
"Ieri sera eravamo sul punto di vincere la partita."
"Ieri sera abbiamo sfiorato la vittoria nella partita."
"Ieri sera abbiamo quasi vinto la partita."
"Ieri sera avevamo la possibilità di vincere la partita."
"Ieri sera abbiamo intravisto la vittoria nella partita."
"Ieri sera ci siamo avvicinati a vincere la partita." (Soluzione un po' forzata).
#23
Coniugazione dei verbi / Coniugazione del verbo tacere
Ultimo messaggio di Amministratore - 19 Dicembre 2023, ore 10:41:26
Indicativo

Presente
io taccio
tu taci
lui tace
noi tacciamo
voi tacete
loro tacciono

Passato prossimo
io ho taciuto
tu hai taciuto
lui ha taciuto
noi abbiamo taciuto
voi avete taciuto
loro hanno taciuto

Imperfetto
io tacevo
tu tacevi
lui taceva
noi tacevamo
voi tacevate
loro tacevano

Trapassato prossimo
io avevo taciuto
tu avevi taciuto
lui aveva taciuto
noi avevamo taciuto
voi avevate taciuto
loro avevano taciuto

Passato remoto
io tacqui
tu tacesti
lui tacque
noi tacemmo
voi taceste
loro tacquero

Trapassato remoto
io ebbi taciuto
tu avesti taciuto
lui ebbe taciuto
noi avemmo taciuto
voi aveste taciuto
loro ebbero taciuto

Futuro semplice
io tacerò
tu tacerai
lui tacerà
noi taceremo
voi tacerete
loro taceranno

Futuro anteriore
io avrò taciuto
tu avrai taciuto
lui avrà taciuto
noi avremo taciuto
voi avrete taciuto
loro avranno taciuto

Congiuntivo

Presente
che io taccia
che tu taccia
che lui taccia
che noi tacciamo
che voi tacciate
che loro tacciano

Passato
che io abbia taciuto
che tu abbia taciuto
che lui abbia taciuto
che noi abbiamo taciuto
che voi abbiate taciuto
che loro abbiano taciuto

Imperfetto
che io tacessi
che tu tacessi
che lui tacesse
che noi tacessimo
che voi taceste
che loro tacessero

Trapassato
che io avessi taciuto
che tu avessi taciuto
che lui avesse taciuto
che noi avessimo taciuto
che voi aveste taciuto
che loro avessero taciuto

Condizionale

Presente
io tacerei
tu taceresti
lui tacerebbe
noi taceremmo
voi tacereste
loro tacerebbero

Passato
io avrei taciuto
tu avresti taciuto
lui avrebbe taciuto
noi avremmo taciuto
voi avreste taciuto
loro avrebbero taciuto

Imperativo

Presente
-
taci
taccia
tacciamo
tacete
tacciano

Infinito

Presente
tacere

Passato
avere taciuto

Participio

Presente
tacente

Passato
taciuto

Gerundio

Presente
tacendo

Passato
avendo taciuto
#24
Comunicare in modo chiaro / Un titolo migliorabile
Ultimo messaggio di Giuseppe - 18 Dicembre 2023, ore 19:26:34
Titolo tratto dall'ottimo sito informativo "Open" (clicca qui).

"Gaza, l'SOS scritto con cibo avanzato sui lenzuoli dai tre ostaggi uccisi «per errore» da Israele".

Titolo migliorabile spostando "sui lenzuoli" (altrimenti, potrebbe sembrare che il cibo sia avanzato sui lenzuoli, benché si tratti di una ipotesi strana):

"Gaza, l'SOS sui lenzuoli scritto con cibo avanzato dai tre ostaggi uccisi «per errore» da Israele".

Se si volesse essere pignoli, lo stesso titolo andrebbe scritto più correttamente nella seguente forma, perché l'articolo determinativo con l'apostrofo sottintende la pronuncia "l'esseoesse", nonostante in questo caso si stia scrivendo e non parlando.
Inoltre, «per errore» poteva andare bene anche senza virgolette, a meno che si abbiano dubbi sulla versione ufficiale del tragico incidente.

"Gaza, il SOS sui lenzuoli scritto con cibo avanzato dai tre ostaggi uccisi «per errore» da Israele".

Attenzione, come ripeto ogni volta, è facile incappare in queste piccole imprecisioni, dato che spesso i giornalisti lavorano con i minuti contati. Correggere stando in poltrona e avendo la mente fredda è sempre piuttosto facile. Quindi, le mie osservazioni non vanno mai considerate come una critica negativa, ma soltanto come un tentativo di miglioramento, come un esercizio da palestra di scrittura. Nulla più.

P.s. Il caso a cui il titolo si riferisce è triste, colpisce le corde più intime, essendo collegato ai tre giovani ostaggi di Gaza uccisi per errore dai militari dell'esercito israeliano. Mi scuso se, in qualche modo, alla lontana, il mio esempio urtasse la sensibilità dei lettori.
#25
La punteggiatura italiana / La punteggiatura del Corriere
Ultimo messaggio di Giuseppe - 18 Dicembre 2023, ore 15:53:10
Un tempo, gli articoli dei quotidiani più importanti venivano riletti dai correttori di bozze prima di essere mandati in stampa. Spesso i correttori di bozze erano professori di lettere, persone colte, consapevoli della loro responsabilità niente affatto trascurabile.

Da anni questa figura professionale non esiste più per ragioni economiche (sempre meno italiani acquistano i quotidiani).

Oggi leggo sul sito web del Corriere della Sera un articolo con una frase che mi ha colpito per la scarsa cura riposta nell'uso della punteggiatura.

FRASE PUBBLICATA
"Il protagonista di Ballando è riuscito a perdonare sua madre solo dopo anni ma, un altro fatto inedito, è emerso nel corso della serata ...".

FRASE CORRETTA
"Il protagonista di Ballando è riuscito a perdonare sua madre solo dopo anni, ma un altro fatto inedito è emerso nel corso della serata ...".

Gli errori sono due, sicuramente commessi per distrazione o stanchezza:

1) la prima virgola doveva precedere il "ma";

2) la seconda virgola separa il soggetto dal verbo ("inedito, è ").

Come ho già scritto in questo forum, si tratta di errori molto comuni, frequenti, quasi sempre causati della fretta, ma anche da un insegnamento troppo semplificato: le virgole vanno messe quando si fa una pausa nel discorso. Di conseguenza, se il lettore/scrivente non conosce bene la sintassi e non sa dosare le pause, è indotto a collocare la virgola con approssimazione.

La punteggiatura serve, innanzitutto, a puntellare la sintassi, a esserle di ausilio, a chiarirla. Soltanto in casi particolari può essere usata a fini espressivi (ad esempio, per fare risaltare una proposizione avversativa introdotta da un "Ma"). Per farlo, però, occorre un'ottima padronanza della lingua (quest'ultima frase è un esempio di uso espressivo del punto).
#26
Come si dice e scrive / Svista grammaticale della Ferr...
Ultimo messaggio di Giuseppe - 17 Dicembre 2023, ore 21:02:59
Sul sito web della rivista Vanity Fair ho letto il seguente brano che contiene un errore di grammatica, molto più frequente di quanto si immagini: si annida negli articoli dei giornalisti, nei racconti degli scrittori, nei messaggi scambiati ogni giorno dalla gente comune, nei post delle star di Internet.

«Mi dispiace che (qui sarebbe stata necessaria una virgola, n.d.r.) dopo tutto l'impegno mio e della mia famiglia in questi anni sul fronte dell'attività benefica, ci si ostini a vedere del negativo in un'operazione in cui tutto è stato fatto in totale buona fede», ha scritto sui social Chiara Ferragni. «Quella con Balocco è stata un'operazione commerciale come tante ne faccio ogni giorno. In questa in particolare ho voluto sottolineare la donazione benefica fatta da Balocco all'ospedale Regina Margherita perché per me era un punto fondamentale dell'accordo. E sapere che quel macchinario che permette di esplorate nuove cure terapeutiche per i bambini affetti da Osteosarcoma e Sarcoma di Ewing ora è lì in ospedale, è quel che conta di più».

Il post procede un po' a singhiozzo e pare scritto come pensato o pronunciato di getto, altro errore frequente: scrivere come si parla è un lusso che possono permettersi soltanto coloro che hanno una eccezionale dimestichezza con la lingua (ad esempio, gli scrittori o i giornalisti famosi come Enzo Biagi e Montanelli), in modo simile a quanto accade ai grandi pittori che arrivano a dipingere come i bambini soltanto dopo avere dato prova di rara maestria con i pennelli (la precisazione prende spunto da una frase di Picasso).

Sorvolando sulle asperità del testo, salta all'occhio la virgola frapposta nella frase "ora è lì in ospedale, è quel che conta di più". Questa virgola separa il soggetto ("sapere che quel macchinario ... ora è lì") dal predicato verbale "è quel che conta di più".

Ripeto: separare con una virgola il soggetto dal verbo è un errore molto frequente, che tutti commettono prima o poi. A me accade spesso; però, una rilettura a mente fredda consente di evitarlo, dopo avere lasciato decantare un po' lo scritto.

Spero di essere stato chiaro.
#27
Comunicare in modo chiaro / Il post con cui Fedez difende ...
Ultimo messaggio di Giuseppe - 17 Dicembre 2023, ore 20:53:41
Frasi tratte dai siti web che riportano la reazione del rapper Fedez, pubblicata sul suo account Instagram, in relazione alla multa inflitta dall'Antitrust alla società Balocco e a due imprese dell'influencer Chiara Ferragni, moglie di Fedez. Motivo della sanzione, una presunta falsa beneficenza.

Quello che segue è il post attribuito a Fedez.

"Non ho parlato fino ad ora perché la vicenda non riguardava me né tuttora mi riguarda. Riguarda mia moglie che è indipendente e impugnerà quello che è stato detto nelle sedi opportune, si difenderà e, non beneficiando di immunità parlamentare, pagherà se dovrà pagare", ha esordito Fedez.

La frase che andrebbe chiarita è: "Riguarda mia moglie che è indipendente e impugnerà quello che è stato detto nelle sedi opportune".

DUBBIO LEGITTIMO

1) Verrà impugnato quello che è stato detto nelle sedi opportune?

OPPURE

2) Verrà impugnato nelle sedi opportune quello che è stato detto?

Anche stavolta è intuitivo rispondere che la seconda opzione è quella corretta, ma l'equivoco è in agguato, così come accade spesso quando - forse - si scrive di getto e non si rilegge il testo (è sempre opportuno controllare i propri messaggi, soprattutto se raggiungono migliaia di persone).

Se si volesse semplificare l'intero post, senza avere la pretesa di insegnare a Fedez come trattare la lingua italiana, si potrebbe ottenere il sottostante risultato.

"Non ho parlato fino ad oggi perché la vicenda non riguardava me, né tuttora mi riguarda. Riguarda mia moglie che è indipendente e che impugnerà nelle sedi opportune quello che è stato detto. Chiara (non è così superfluo citare il nome della consorte, anche per dare maggiore incisività all'affermazione, n.d.r.) si difenderà e pagherà se dovrà pagare, non beneficiando di immunità parlamentare", ha esordito Fedez.

Tutto sommato, a volte sembrano bastare un po' di attenzione e qualche piccolo aggiustamento per rendere più scorrevole un testo.
#28
Vocabolario e modi di dire / Emergenza archeologica
Ultimo messaggio di Amministratore - 17 Dicembre 2023, ore 14:13:01
Mi è capitato di leggere la definizione "emergenza archeologica", con riferimento al ritrovamento di reperti antichi.

Dopo una perplessità iniziale, ho capito che la definizione non è errata o inappropriata come sembra, perché si fa un uso inconsueto ma letterale del vocabolo "emergenza", cioè elemento che emerge, che spunta fuori, che viene alla luce.

Il significato comune del termine "emergenza" è legato a una situazione di pericolo, a un evento dannoso imprevisto.
Il vocabolario della Treccani cita la parola anglosassone "emergency", usata in caso di accidente, momento critico, per illustrarne il significato.
Ciò non esclude, però, che il vocabolo possa assumere valenze specifiche in contesti particolari o in linguaggi gergali.
#29
Come si dice e scrive / La desinenza iamo
Ultimo messaggio di Amministratore - 17 Dicembre 2023, ore 13:59:33
Perché bisogna scrivere "disegniamo" e non "disegnamo"? "sogniamo" e non "sognamo"?

Una spiegazione che ci si dava da bambini - e che non di rado capita di ascoltare anche da adulti - è che eliminando la "i" (quindi, se scriviamo sognamo, disegnamo, ecc.) la pronuncia avrebbe una inflessione romanesca.

Ovviamente, si tratta di una motivazione sbagliata.

A molte persone il motivo per cui si scrive "disegniamo", "sogniamo", "consegniamo", ecc. sembra scontato, ma non lo è, perché l'insegnamento della grammatica quasi sempre si ferma alle scuole medie, se non alle Elementari; quindi, si perde negli anni e nella memoria.

In breve, occorre ricordare che "iamo" è la desinenza del verbo, da aggiungere sempre alla sua radice. Così come si scrive am-iamo, dobbiamo tenere presente che le forme corrette dei verbi citati sono disegn-iamo, sogn-iamo, consegn-iamo.

Un modo utile per rammentare le desinenze è quello di ripetere a mente la coniugazione del verbo "amare", forse la prima che si impara.
#30
Comunicare in modo chiaro / Un titolo fuorviante
Ultimo messaggio di Giuseppe - 16 Dicembre 2023, ore 22:39:15
Ecco un titolo trovato su Internet:

Testamento Berlusconi, i rapporti con le banche dei figli di Veronica Lario

Se il titolo venisse letto in fretta e se non si sapesse che i figli della ex moglie di Silvio Berlusconi sono abbastanza giovani, verrebbe spontaneo chiedersi:

1) il titolo si riferisce alla banche dei figli di Berlusconi?

2) il titolo si riferisce ai figli di Berlusconi e ai loro rapporti con le banche?

L'ipotesi corretta è la seconda, ma la possibilità di equivocare è alta.

Per evitare ogni fraintendimento, sarebbe bastato spostare alcune parole e scrivere:

Testamento Berlusconi, i rapporti dei figli di Veronica Lario con le banche

Il titolista potrebbe obiettare che, così, l'attenzione è più focalizzata sui figli di Veronica Lario, invece che sui loro rapporti con le banche.
Tuttavia, è preferibile spostare di poco il fulcro della frase, piuttosto che costringere il lettore a fermarsi e a riflettere sul senso del testo.