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Il posto della virgola

Aperto da Giuseppe, 03 Marzo 2024, ore 13:31:51

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Giuseppe

Per chi ha studiato la punteggiatura negli anni '50 e '60, questo post sembrerà banale perché contiene una regola quasi scontata; però, chi è più giovane forse lo troverà utile.

Se io scrivo "Ieri sono andato a un pranzo da mia zia che poi mi ha fatto stare male", che cosa voglio dire esattamente?

Considerata l'assenza di punteggiatura, il lettore che conosce la grammatica si chiederà che cosa possa avere fatto la zia al soggetto della frase. Lo ha insultato? Ha parlato di argomenti dolorosi?

Qualcuno potrebbe obiettare che, invece, a suo parere, a fare male sia stato il pranzo, non cucinato bene o con ingredienti poco digeribili.

Se si acquisisse l'abitudine di considerare la comunicazione scritta e verbale come una scienza pure nella sua forma più semplice, nella sua funzione quotidiana di porre in relazione gli individui, molte incertezze sparirebbero.

Ricordo la definizione che molti anni fa, in vacanza, uno dei più importanti latinisti italiani mi dette degli studiosi della lingua di Cicerone: sono scienziati del latino.
L'italiano, inteso com idioma, non differisce dal latino (da cui discende); pertanto, è vantaggioso conoscerne le norme perché sono tutte rivolte a eliminare confusioni.

Se io scrivo "Ieri sono andato a un pranzo da mia zia che poi mi ha fatto stare male", voglio dire che è stata la zia a procurarmi sofferenza, con gesti o con parole.

Se io scrivo "Ieri sono andato a un pranzo da mia zia, che poi mi ha fatto stare male", ponendo una virgola dopo "mia zia", discolpo quest'ultima e faccio intendere che è stato il pasto a nuocermi.

Quando il "che" relativo (significa "il quale", "la quale", "coloro", ecc.) è separato con una virgola, non si riferisce all'ultima parola, all'ultimo elemento del periodo, bensì a quello che lo precede.

Al contrario, se il "che" relativo (da distinguere dal "che" con funzione di congiunzione, come in "fare in modo che tutto fili liscio") non è separato da alcuna virgola, si riferisce all'ultimo elemento della frase: nell'esempio citato, la zia.