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#1
Vocabolario e modi di dire / Spalmiamo la Nutella e distrib...
Ultimo messaggio di Giuseppe - 12 Maggio 2024, ore 12:55:21
A mia memoria, dapprima irruppe "modestamente a parte" invece che "modestia a parte" lasciando, in qualche caso, il dubbio di un vezzo; poi, fu la volta di "guardare a vista" al posto di "sorvegliare a vista", una cieca idiozia che ancora lascia traccia. Infine, ecco arrivare il verbo "spalmare", il cui abuso è stato forse agevolato dalla generazione dei boomer, cioè di coloro che sono nati con la forte crescita demografica e soprattutto con il boom economico degli anni '60, amanti della Nutella fatta colare sulle prime merende da figli viziati.

La pigrizia dei boomer - che hanno deposto le armi della scarsa cultura fornita loro da una scuola sempre più degradata (dai banchi delle prime classi alle aule universitarie) per dotarsi di divani e poltrone da pensionati - si è accoppiata con l'ignoranza delle nuove generazioni, attestata dai risultati di numerosi studi, in base ai quali per la prima volta negli ultimi 50 anni i più giovani sono meno eruditi e intelligenti di chi ha qualche decennio in più.

Con la complicità di Internet e con la sottomissione della Stampa morente, il verbo "spalmare" si è propalato in ogni interstizio della lingua scritta e parlata, probabilmente fomentando l'illusione di utilizzare un linguaggio moderno invece che la clava dei trogloditi.

Di sicuro, non mancherà chi difenderà le ragioni di tale utilizzo inconsapevole e spudorato, in questa epoca in cui la ragione è sovrastata dagli slogan (anche il vocabolario Treccani ammette un uso figurato del verbo nei gerghi della politica e della pubblica amministrazione), ma a me tutte queste spalmature hanno causato indigestione.

Come si fa a essere così indolenti da ripetere "spalmato in dieci anni", "spalmato nel tempo", "spalmato nei prossimi incontri settimanali" ecc.? Risulta tanto faticoso scegliere i verbi "distribuire", "cadenzare", "ripartire", "suddividere", "applicare", "frazionare"?

Mi arrendo e corro a consolarmi con la Nutella che - questa sì - va spalmata, con cura.
#2
La punteggiatura italiana / Il posto della virgola
Ultimo messaggio di Giuseppe - 03 Marzo 2024, ore 13:31:51
Per chi ha studiato la punteggiatura negli anni '50 e '60, questo post sembrerà banale perché contiene una regola quasi scontata; però, chi è più giovane forse lo troverà utile.

Se io scrivo "Ieri sono andato a un pranzo da mia zia che poi mi ha fatto stare male", che cosa voglio dire esattamente?

Considerata l'assenza di punteggiatura, il lettore che conosce la grammatica si chiederà che cosa possa avere fatto la zia al soggetto della frase. Lo ha insultato? Ha parlato di argomenti dolorosi?

Qualcuno potrebbe obiettare che, invece, a suo parere, a fare male sia stato il pranzo, non cucinato bene o con ingredienti poco digeribili.

Se si acquisisse l'abitudine di considerare la comunicazione scritta e verbale come una scienza pure nella sua forma più semplice, nella sua funzione quotidiana di porre in relazione gli individui, molte incertezze sparirebbero.

Ricordo la definizione che molti anni fa, in vacanza, uno dei più importanti latinisti italiani mi dette degli studiosi della lingua di Cicerone: sono scienziati del latino.
L'italiano, inteso com idioma, non differisce dal latino (da cui discende); pertanto, è vantaggioso conoscerne le norme perché sono tutte rivolte a eliminare confusioni.

Se io scrivo "Ieri sono andato a un pranzo da mia zia che poi mi ha fatto stare male", voglio dire che è stata la zia a procurarmi sofferenza, con gesti o con parole.

Se io scrivo "Ieri sono andato a un pranzo da mia zia, che poi mi ha fatto stare male", ponendo una virgola dopo "mia zia", discolpo quest'ultima e faccio intendere che è stato il pasto a nuocermi.

Quando il "che" relativo (significa "il quale", "la quale", "coloro", ecc.) è separato con una virgola, non si riferisce all'ultima parola, all'ultimo elemento del periodo, bensì a quello che lo precede.

Al contrario, se il "che" relativo (da distinguere dal "che" con funzione di congiunzione, come in "fare in modo che tutto fili liscio") non è separato da alcuna virgola, si riferisce all'ultimo elemento della frase: nell'esempio citato, la zia.
#3
Come si dice e scrive / Come si scrive? un po, un pò o...
Ultimo messaggio di Giuseppe - 26 Gennaio 2024, ore 17:49:06
Non è raro leggere sui quotidiani, sulle riviste, su Internet frasi come "un pò malconcio", "un pò in ritardo".
Istintivamente , le persone più attente, che ricordano gli insegnamenti delle Elementari e delle Medie, restano perplesse perché sanno che i monosillabi non si accentano mai, tranne nei casi in cui si può ingenerare confusione: si scrive sì (avverbio affermativo) per distinguerlo dal "si" pronome riflessivo, si scrive dà (terza persona singolare del verbo 'dare') per differenziarne il senso dalla preposizione semplice 'da' (quasi tutti rammentano "di, a, da, in, con, su, per, tra, fra").

la perplessità è più che motivata, perché si tratta di un grave errore di grammatica che si riscontra anche quando, più raramente, si incontra la forma semplice "po".

Per capire e quindi per evitare lo strafalcione, basta ricordare che "po' è la forma con elisione (cioè con l'apostrofo che indica una parola a cui è stata tagliata una sillaba) di "poco": io sono un po' (poco) stanco", "la riga è un po' (poco) storta".

Per concludere: la sola forma corretta è 'po' con l'apostrofo; al contrario, le altre sono errate.

Attenzione: più di un giornalista si giustifica dicendo che, nella fretta, è più comodo servirsi dell'accento. Può anche essere vero e va detto che scrivere tanto e in tempi stretti non è affatto facile; però, sarebbe bene - finché possibile - rispettare la grammatica, considerando che molti lettori fanno riferimento al buon italiano utilizzato da chi scrive per professione.

Ultimo avvertimento: quando c'è un apostrofo, occorre rammentare che si parla di elisione (cioè di eliminazione, taglio, esclusione) e non di troncamento. I due termini differenti indicano due elementi grammaticali non confondibili.

Il classico esempio di troncamento e non di elisione è qual è, dove "qual" è la forma tronca di quale. Per semplificare, si potrebbe dire che nel vocabolario della lingua italiana esistono due forme di "quale", una estesa e una contratta, spezzata (qual). Ogni volta che ci si imbatte in parti del discorso che hanno due grafie, è bene adottare il termine 'tecnico' appropriato per distinguerle.
#4
Come si dice e scrive / Daffare o da fare?
Ultimo messaggio di Giuseppe - 26 Gennaio 2024, ore 17:43:01
Come si scrive un gran 'daffare'? con una sola parola o con due (da fare)?

Daffare è la forma sostantivata (cioè trasformata in un sostantivo, in un nome, maschile singolare) di 'da fare', con il significato di lavoro, attività, compito da svolgere.

Entrambe le forme sono corrette.

Tuttavia, la grafia univerbata (cioè la locuzione trasformata in sostantivo) è da preferire quando ha valore di nome, come precisa il Vocabolario Treccani che cita un esempio: 'povero Giovanni, avrà un gran daffare per tenere a bada tutti quei fanciulli'.

'Da fare', invece, ha un uso più elastico, esteso, e può essere adottato in varie frasi, come "Antonio aveva da fare e non ha potuto presenziare alla cerimonia", "Oggi ho da fare molte cose".
#5
Coniugazione dei verbi / Coniugazione verbo Sdrumare
Ultimo messaggio di Giuseppe - 25 Gennaio 2024, ore 19:11:46
Coniugazione del verbo transitivo Sdrumare, appartenente alla prima coniugazione. Si tratta di un verbo usato soprattutto nel gergo giovanile con il significato di distruggere, abbattere, ridurre in pessime condizioni. Come si legge nel vocabolario Treccani, il verbo Sdrumare deriva dal friulano sdruma' che, a sua volta, è tratto dal latino tardo *exderamare, scaturito da ramus («ramo»), con il significato di «scuotere, squassare i rami». Sempre il vocabolario Treccani invita a confrontarlo con l'antico vocabolo aretino strumare («mandare a male, guastare» e simili). Il verbo Sdrumare può essere usato anche nella forma intransitiva: io sono sdrumato, cioè stanco morto, stremato.

Indicativo

Presente
io sdrumo
tu sdrumi
egli sdruma
noi sdrumiamo
voi sdrumate
essi sdrumano

Imperfetto
io sdrumavo
tu sdrumavi
egli sdrumava
noi sdrumavamo
voi sdrumavate
essi sdrumavano

Passato prossimo
io ho sdrumato
tu hai sdrumato
egli ha sdrumato
noi abbiamo sdrumato
voi avete sdrumato
essi hanno sdrumato

Trapassato prossimo
io avevo sdrumato
tu avevi sdrumato
egli aveva sdrumato
noi avevamo sdrumato
voi avevate sdrumato
essi avevano sdrumato

Passato remoto
io sdrumai
tu sdrumasti
egli sdrumò
noi drumammo
voi sdrumaste
essi sdrumarono

Trapassato remoto
io ebbi sdrumato
tu avesti sdrumato
egli ebbe sdrumato
noi avemmo sdrumato
voi aveste sdrumato
essi ebbero sdrumato

Futuro semplice
io sdrumerò
tu sdrumerai
egli sdrumerà
noi sdrumeremo
voi sdrumerete
essi sdrumeranno

Futuro anteriore
io avrò sdrumato
tu avrai sdrumato
egli avrà sdrumato
noi avremo sdrumato
voi avrete sdrumato
essi avranno sdrumato

Congiuntivo

Presente
che io sdrumi
che tu sdrumi
che egli sdrumi
che noi sdrumiamo
che voi sdrumiate
che essi sdrumino

Imperfetto
che io sdrumassi
che tu sdrumassi
che egli sdrumasse
che noi sdrumassimo
che voi sdrumaste
che essi sdrumassero

Passato
che io abbia sdrumato
che tu abbia sdrumato
che egli abbia sdrumato
che noi abbiamo sdrumato
che voi abbiate sdrumato
che essi abbiano sdrumato

Trapassato
che io avessi sdrumato
che tu avessi sdrumato
che egli avessi sdrumato
che noi avessimo sdrumato
che voi aveste sdrumatio
che essi avessero sdrumato

Condizionale

Presente
io sdrumerei
tu sdrumeresti
egli sdrumerebbe
noi sdrumeremmo
voi sdrumereste
essi sdrumerebbero

Passato
io avrei sdrumato
tu avresti sdrumato
egli avrebbe sdrumato
noi avremmo sdrumato
voi avreste sdrumato
essi avrebbero sdrumato

Imperativo

Presente

sdruma
sdrumi
sdrumiamo
sdrumate
sdrumino

Participio

Presente
sdrumante

Passato
sdrumato

Gerundio

Presente
sdrumando

Passato
avendo sdrumato

Infinito

Presente
sdrumare

Passato
avere sdrumato
#6
Comunicare in modo chiaro / Minuti di ritardo nella rianim...
Ultimo messaggio di Giuseppe - 14 Gennaio 2024, ore 22:14:10
L'uomo è morto nonostante i tentativi di rianimazione pochi minuti dopo l'arrivo dei sanitari.

Questo è il titolo apparso su un sito di informazione. A me non sembra chiaro ed è utile come esempio per ribadire quanto la corretta punteggiatura sia importante per la sintassi, cioè per una costruzione delle frasi che non lasci spazi a dubbi, per quanto possibile.

Suppongo che i miei post sulla scorrevolezza dei testi possano annoiare e, soprattutto, risultare pedanti, pignoli, noiosi. Però non va dimenticato che evitare i fraintendimenti è fondamentale per non azzerare la funzione della scrittura: comunicare in modo univoco.

Tornando al titolo posto all'inizio di questo intervento: i tentativi di rianimazione sono stati fatti pochi minuti dopo l'arrivo dei sanitari?
E perché medici e paramedici avrebbero aspettato dei minuti prima di praticare le manovre previste per rianimare una persona priva di sensi?

Non volendo crocifiggere i sanitari per incapacità o negligenza, l'ipotesi più probabile è quella che i minuti di intervallo abbiano preceduto l'arrivo del 118 e NON l'attuazione dei protocolli per la rianimazione.

Dunque, sarebbe stato corretto scrivere:
L'uomo è morto pochi minuti dopo l'arrivo dei sanitari, nonostante i tentativi di rianimazione.

Bastava aggiungere una virgola e spostare una parte del periodo per non sconcertare i lettori.

Questo è solamente un esempio, utile a rimarcare il rilievo che assumono la punteggiatura e l'articolazione delle parti di una frase. Se si fosse trattato di una diagnosi, oppure di un messaggio veramente importante, o di una norma legale, le conseguenze della disattenzione avrebbero potuto essere più gravi di una semplice incomprensione.
#7
Coniugazione dei verbi / Verbo Soddisfare, soddisfo o s...
Ultimo messaggio di Giuseppe - 14 Gennaio 2024, ore 14:57:34
Bisogna dire soddisfo o soddisfaccio?

Come si legge nel Vocabolario Treccani, il verbo Soddisfare deriva dal latino ed è composto da due parole: satis (che significa "abbastanza") e facĕre (che significa "fare"). Pertanto, la sua coniugazione segue quella del verbo Fare.

La prima persona singolare del modo Indicativo è soddis-faccio; la seconda persona, sempre dell'Indicativo, è soddis-fai, ecc.

Esistono, però, anche delle forme contratte della prima persona singolare del modo Indicativo, ugualmente corrette: soddisfo e soddisfò.

Per rispondere alla domanda iniziale, si può affermare che entrambe le forme sono corrette.

Questa è la coniugazione completa del verbo Soddisfare.


Indicativo

Presente
io soddisfaccio, soddis, soddisfo
tu soddisfai
egli soddisfa, soddis
noi soddisfacciamo, soddisfiamo
voi soddisfate
essi soddisfanno

Imperfetto
io soddisfacevo
tu soddisfacevi
egli soddisfaceva
noi soddisfacevamo
voi soddisfacevate
essi soddisfacevano

Passato prossimo
io ho soddisfatto
tu hai soddisfatto
egli ha soddisfatto
noi abbiamo soddisfatto
voi avete soddisfatto
essi hanno soddisfatto

Trapassato prossimo
io avevo soddisfatto
tu avevi soddisfatto
egli aveva soddisfatto
noi avevamo soddisfatto
voi avevate soddisfatto
essi avevano soddisfatto

Passato remoto
io soddisfeci
tu soddisfacesti
egli soddisfece
noi soddisfacemmo
voi soddisfaceste
essi soddisfecero

Trapassato remoto
io ebbi soddisfatto
tu avesti soddisfatto
egli ebbe soddisfatto
noi avemmo soddisfatto
voi aveste soddisfatto
essi ebbero soddisfatto

Futuro semplice
io soddisfarò / soddisferò
tu soddisfarai / soddisferai
egli soddisfarà / soddisferà
noi soddisfaremo / soddisferemo
voi soddisfarete / soddisferete
essi soddisfaranno / soddisferanno

Futuro anteriore
io avrò soddisfatto
tu avrai soddisfatto
egli avrà soddisfatto
noi avremo soddisfatto
voi avrete soddisfatto
essi avranno soddisfatto

Congiuntivo

Presente
che io soddisfi, soddisfaccia
che tu soddisfi, soddisfaccia
che egli soddisfi, soddisfaccia
che noi soddisfacciamo
che voi soddisfacciate
che essi soddisfacciano

Imperfetto
che io soddisfacessi
che tu soddisfacessi
che egli soddisfacesse
che noi soddisfacessimo
che voi soddisfaceste
che essi soddisfacessero

Passato
che io abbia soddisfatto
che tu abbia soddisfatto
che egli abbia soddisfatto
che noi abbiamo soddisfatto
che voi abbiate soddisfatto
che essi abbiano soddisfatto

Trapassato
che io avessi soddisfatto
che tu avessi soddisfatto
che egli avesse soddisfatto
che noi avessimo soddisfatto
che voi aveste soddisfatto
che essi avessero soddisfatto

Condizionale

Presente
io soddisfarei / soddisferei
tu soddisfaresti / soddisferesti
egli soddisfarebbe / soddisferebbe
noi soddisfaremmo / soddisferemmo
voi soddisfareste / soddisfereste
essi soddisfarebbero / soddisferebbero

Passato
io avrei soddisfatto
tu avresti soddisfatto
egli avrebbe soddisfatto
noi avremmo soddisfatto
voi avreste soddisfatto
essi avrebbero soddisfatto

Imperativo

Presente

soddisfa, soddisfai, soddisfa'
soddisfaccia / soddisfi
soddisfacciamo
soddisfate
soddisfacciano / soddisfino

Gerundio

Presente
soddisfacendo

Passato
avendo soddisfatto

Participio

Presente
soddisfacente

Passato
soddisfatto

Infinito

Presente
soddisfare

Passato
avere soddisfatto
#8
Comunicare in modo chiaro / Nicolas Cage in Wikipedia
Ultimo messaggio di Giuseppe - 12 Gennaio 2024, ore 16:29:02
La pagina di Wikipedia dedicata all'attore statunitense Nicolas Cage inizia con la seguente frase:

"Nicolas è nato a Long Beach, in California, il 7 gennaio 1964. Figlio del professore August Coppola, docente di letteratura comparata, fratello del regista Francis Ford Coppola e della ballerina e coreografa Joy Vogelsang."

La corrispondenza delle posizioni dei vocaboli "figlio" e "fratello" mi lascia supporre che il protagonista di oltre 100 film sia il fratello del regista della saga de "Il padrino". Strano, perché non sapevo fosse questo il legame fra attore e regista, benché io sia appassionato di cinema.

Non solo: non ero nemmeno a conoscenza del fatto che avesse una sorella ballerina e coreografa.

Forse ho letto male. O, forse, l'autore della nota è stato troppo frettoloso.

Dopo una ricerca sul web, sono giunto alla verità. Nicolas Cage è nipote di Francis Ford Coppola e figlio del docente August Coppola e della ballerina Joy Vogelsang.

Come ripeto ogni volta, fretta, stanchezza, distrazioni sono nemiche della scrittura chiara.

Credo che la frase iniziale avrebbe potuto essere scritta in vari modi, allo scopo di evitare fraintendimenti o incertezze.

1) "Nicolas è nato a Long Beach, in California, il 7 gennaio 1964. L'attore è figlio del professore August Coppola, docente di letteratura comparata, e della ballerina e coreografa Joy Vogelsang. Inoltre, è nipote del regista Francis Ford Coppola da parte di padre."

2) "Nicolas è nato a Long Beach, in California, il 7 gennaio 1964 ed è figlio di August Coppola (docente di letteratura comparata e fratello del regista Francis Ford Coppola) e della ballerina e coreografa Joy Vogelsang."

3) "Nicolas è nato a Long Beach, in California, il 7 gennaio 1964. Figlio del professore di letteratura comparata August Coppola (fratello del regista Francis Ford Coppola) e della ballerina e coreografa Joy Vogelsang."

4) "Nicolas è nato in California, a Long Beach, il 7 gennaio 1964. Suo zio paterno è il regista Francis Ford Coppola. L'attore è figlio del docente di letteratura comparata August Coppola e della ballerina e coreografa Joy Vogelsang."

Sbaglio?
#9
Vocabolario e modi di dire / A largo o AL largo?
Ultimo messaggio di Giuseppe - 11 Gennaio 2024, ore 21:50:17
"Iran sequestra una petroliera Usa a largo dell'Oman".

Questo è il titolo letto oggi su un sito web d'informazione. All'inizio sono rimasto perplesso; poi, ho fatto una ricerca su Internet e ho trovato la frase "il gruppo di isole a largo del Madagascar" in un articolo pubblicato da uno dei maggiori quotidiani italiani.

Dunque, come si dice e scrive: "a largo" oppure "al largo? le due locuzioni sono ugualmente valide?

Nel caso specifico, e cioè quando si tratta di distanze marine, la forma corretta è quella con la preposizione articolata "al" (a + il). Quindi, si dovrà dire e scrivere "navigare al largo" e non "navigare a largo", come si legge nel vocabolario Treccani che riporta vari esempi.

Vanno tenute presenti anche altre espressioni dove il termine "largo" assume diverse sfumature: "tenere alla larga" = "tenere lontano da sé"; "girare alla larga" = "tenersi lontani (o lontano) da una persona, da una cosa o da una situazione"; "di manica larga" = "di manica ampia", nel senso di spendaccione, di indole generosa, ecc.; "farsi largo" = "farsi spazio"; "viaggiare in lungo e in largo" = "viaggiare dovunque"; "prendere il largo" = "allontanarsi".



#10
Coniugazione dei verbi / Coniugazione verbo riflettere
Ultimo messaggio di Giuseppe - 11 Gennaio 2024, ore 17:56:26
Indicativo

Presente
io rifletto
tu rifletti
egli riflette
noi riflettiamo
voi riflettete
essi riflettono

Imperfetto
io riflettevo
tu riflettevi
egli rifletteva
noi riflettevamo
voi riflettevate
essi riflettevano

Passato prossimo
io ho riflesso
tu hai riflesso
egli ha riflesso
noi abbiamo riflesso
voi avete riflesso
essi hanno riflesso

Trapassato prossimo
io avevo riflesso
tu avevi riflesso
egli aveva riflesso
noi avevamo riflesso
voi avevate riflesso
essi avevano riflesso

Passato remoto
io riflessi, riflettei
tu riflettesti
egli riflesse, rifletté
noi riflettemmo
voi rifletteste
essi riflessero, rifletterono

Trapassato remoto
io ebbi riflesso
tu avesti riflesso
egli ebbe riflesso
noi avemmo riflesso
voi aveste riflesso
essi ebbero riflesso

Futuro semplice
io rifletterò
tu rifletterai
egli rifletterà
noi rifletteremo
voi rifletterete
essi rifletteranno

Futuro anteriore
io avrò riflesso
tu avrai riflesso
egli avrà riflesso
noi avremo riflesso
voi avrete riflesso
essi avranno riflesso

Congiuntivo

Presente
che io rifletta
che tu rifletta
che egli rifletta
che noi riflettiamo
che voi riflettiate
che essi riflettano

Imperfetto
che io riflettessi
che tu riflettessi
che egli riflettesse
che noi riflettessimo
che voi rifletteste
che essi riflettessero

Passato
che io abbia riflesso
che tu abbia riflesso
che egli abbia riflesso
che noi abbiamo riflesso
che voi abbiate riflesso
che essi abbiano riflesso

Trapassato
che io avessi riflesso
che tu avessi riflesso
che egli avesse riflesso
che noi avessimo riflesso
che voi aveste riflesso
che essi avessero riflesso

Condizionale

Presente
io rifletterei
tu rifletteresti
egli rifletterebbe
noi rifletteremmo
voi riflettereste
essi rifletterebbero

Passato
io avrei riflesso
tu avresti riflesso
egli avrebbe riflesso
noi avremmo riflesso
voi avreste riflesso
essi avrebbero riflesso

Imperativo

Presente

rifletti
rifletta
riflettiamo
riflettete
riflettano

Participio

Presente
riflettente

Passato
riflesso

Gerundio

Presente
riflettendo

Passato
avendo riflesso

Infinito

Presente
riflettere

Passato
avere riflesso