Particella pronominale

"Particella pronominale" è il nome usato per indicare le parole invariabili e monosillabe "mi", "ti", "si", "ci", "vi", seguite dalle forme atone "lo", "la", "li", "le", "ne". Le particelle pronominali cambiano la "i" finale in "e"; "gli" cambia in "glie" (maschile e femminile) e si unisce al pronome seguente: "me lo raccomandò", "te lo prometto", "me ne disse di tutti i colori", "ce lo siamo dimenticati", "se ne sono scordati", "gliele ho cantate chiare", "gliene disse tante e poi tante"; "diglielo", "dacceli subito", "eccotele", "non posso dirvelo", "dagliene tante", "desideriamo informarcene".
Con i verbi servili "potere", "dovere", "volere", "sapere" che precedono un infinito, è permessa la costruzione enclitica o proclitica: non voglio dirtelo - non te lo voglio dire; posso dirtela - te la posso dire; devo farcela - ce la devo fare.
Anche per le forme atone semplici vale la stessa regola: voglio farti un favore - ti voglio fare un favore; presto saprò informarvi - presto vi saprò informare; domani andrò a trovarle - domani le andrò a trovare.